Un’estate alla scoperta della montagna ternana

Prima di partire per la sua ultima e tragica spedizione sul K2 Stefano Zavka rispose alla domanda di un giornalista. Gli chiedeva se non ritenesse strano il fatto di essere diventato alpinista nonostante fosse ternano. La nostra – gli disse il giornalista – non è certo una città con montagne importanti intorno. Stefano, con la sua solita espressione apparentemente stralunata dipinta in volto, restò un attimo in silenzio. Poi, dopo aver storto un po’ la bocca, rispose: “Ma questo non è per niente vero: le montagne qui ci sono e sono pure belle!”. E ci regalò uno dei suoi ultimi sorrisi.

Chi ama e conosce il nostro territorio sa bene che Stefano anche in quell’occasione aveva perfettamente ragione. Ma le montagne ternane sono spesso sottovalutate, dimenticate e per questo scarsamente considerate in tutti sensi. Non le si considera un ambiente naturale eccezionale e un polmone verde per la città, ma non le si considera neppure come un luogo potenzialmente vocato al lavoro, quello che consente di costruire una sorta di alleanza tra l’uomo e la natura. Per questo non le si rispetta più come sarebbe opportuno e necessario, per questo non le si ascolta più. E così si rischia di perdere allo stesso tempo un ricchissimo patrimonio ambientale e culturale. Si rischia perfino di perdere i loro nomi (e i toponimi) e la consapevolezza di appartenere a un territorio vasto e verde che va dalla conca ternana ai Martani, dalla Valserra alla Valnerina, da monte San Pancrazio a monte Torre Maggiore.

Per questo, grazie alla sensibilità della redazione ternana de Il Messaggero, appenniniweb.it da giugno ha iniziato una lunga passeggiata attraverso la montagna ternana, le sue storie, le sue cime, i suoi personaggi, le sue grotte, i sentieri, le antiche chiese e i castelli.
Ne è venuta fuori una rubrica settimanale in quattordici tappe “Appennini” che  raggruppiamo qui (nella versione on line), come in una miniguida.

Il viaggio è iniziato dalla montagna più alta, monte Torre Maggiore dove abbiamo incontrato i guardaboschi del Comune di Terni.

Poi siamo andati alla ricerca delle vie d’arrampicata e alpinistiche sulle montagne dietro casa  e del trekking perduto, il Martani Trekking che non c’è più, accompagnati, in una passeggiata di tanti anni fa, proprio da Stefano Zavka.

Un altro cammino, sul filo della memoria ci ha portato in Valnerina da Macenano di Ferentillo verso Castelluccio sulle orme delle carpirine, le donne che fino al secondo dopoguerra si spostavano a piedi per lavorare partecipando alla raccolta della lenticchia sul Pian Grande

Poi abbiano rincorso le storie e le leggende dei santi legate alla costruzione di chiese su cime e alture da monte San Pancrazio a Sant’Erasmo di Cesi, fino a San Michele di Acquasparta e i briganti sui monti tra Stroncone e Contigliano
Poca acqua e tanto fuoco, in questa torrida estate che ha causato uno sfregio terribile al paesaggio di una delle aree più pregiate della montagna ternana, la Valserra, che abbiamo cercato di riscoprire, oltre l’incendio.

Ancora camminate all’ombra dei boschi ad ascoltare la voce antica delle montagne che ci hanno raccontato dei loro nomi perduti a Cesi e a Ferentillo sulle tracce degli eremiti 

Quindi un incontro straordinario con l’ultima pastora dei monti Martani che non ha paura dei lupi e dei fulmini , ma solo della burocrazia.

Siamo andati avanti nell’esplorazione alla ricerca di animali e creature fantastiche che popolavano e forse popolano ancora queste montagne e siamo tornati sulla montagna più suggestiva, il Solenne, con una guida speciale, un cercatore di castelli. Infine siamo scesi nelle profondità delle montagne con gli amici del gruppo grotte i Pipistrelli del Cai di Terni  e abbiamo cercato i sentieri della solidarietà che legano ancora la nostra città alla Valnerina e al cratere del terremoto sui Sibillini.

E’ stato un bel cammino in compagnia e con la guida di persone eccezionali, ma l’impressione è di aver appena iniziato, perché – come accade spesso quando si va in montagna – è solo camminando lentamente che si scoprono nuove meraviglie dietro ogni albero e oltre ogni roccia.

Cliccando sui link potete leggere ciascuna delle quattordici puntate di Appennini per Il Messaggero Umbria

 

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