Montelago, in alto le pinte per i Celti, gli Italici e l’Appennino

C’è una festa ogni estate in mezzo all’Appennino, in uno dei suoi ombelichi, uno di quelli più affascinanti. E’ una festa neanche tanto a lungo attesa, perché (per fortuna) si tiene puntualmente ogni anno, da sedici anni, ed è Montelago Celtic Festival a Colfiorito, tra Marche e Umbria, tra sogno e realtà, tra birra e Varnelli, tra Celti e Italici.

E’ una festa che ad Appenniniweb piace e molto, tanto d’averla raccontata sia nell’edizione 2016 che nell’edizione 2017.
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Ora ci risiamo, dal 2 al 4 agosto si balla nella terra che balla e si cerca così di esorcizzare i suoi draghi, specie quelli che da sottoterra ogni tanto si danno una scrollata.

“L’edizione numero 16 della Festa Fantastica della Terra di Mezzo (ecco il programma completo) è concepita per far ballare con i migliori gruppi devoti a questa missione, che credono in un futuro bello e migliore. Un vortice irrefrenabile con 24 concerti su 3 palchi, tra band che hanno riscritto la storia della musica celtica, produzioni originali targate Montelago e nuove proposte creative del IV European Celtic Contest. The Mahones, Rarefolk, Mortimer Mc Grave Circus, e ancora Riserva Moac & Bukurosh Balkan Orkestra, gruppo simbolo di “Epicentro/Terremoto culturale”, il progetto itinerante targato Montelago che, per tutto l’inverno, ha organizzato eventi gratuiti nei territori colpiti dal sisma”.

Anche quest’anno a Colfiorito (tra Foligno e Camerino), in uno scenario naturale mozzafiato, a mille metri d’altitudine, ci sarà un grande accampamento con oltre 20mila persone in cerca di libertà, identità, comunità, di bellezza, natura, selvaticità, musica e orizzonti, di birra e idromele, oltre che di Varnelli, pozione sibillina ideale per elevare la mente e scordare i guai del presente, oltre che per rinfrescare l’alito. Montelago è dunque il motore di una grande magia collettiva, dove la fantasia ritrova quello spazio che sempre meno ha nel mondo di tutti giorni.

Il festival ha da tempo iniziato a trattare non solo di celtismo, ma anche di appenninismo. In quest’edizione, ad esempio, ci sarà spazio per la presentazione di “Appennino, atto d’amore” di Paolo Piacentini (il 3 agosto alle 16.15).
E ci sarà spazio e campo pure per condividere la storia delle migrazioni dei Celti nell’Appennino centrale con Jacopo Angelini, esperto di storia e ambiente (il 4 agosto alle 10), nonché per la controstoria di Medardo Arduino che ci porterà nel mondo appenninico delle sibille dei celti e dei salii (il 3 agosto alle 12) e infine per la battaglia degli eserciti, con i gruppi di rievocazione storica accampati a Colfiorito (il 4 agosto alle 19.30).

Nell’auspicio che dalla prossima edizione Montelago, oltre che celtica diventi sempre più appenninica, ospitando rievocazioni e memorie dei gloriosi popoli di queste terre alte nostrane, dai Sabini, agli Umbri, fino ai Safini e ai Sanniti, che – guarda caso – proprio insieme ai Celti combatterono contro Roma nella battaglia delle nazioni, a Sentino, e poi ancora in un’altra e poco distante valle appenninica, a Corfinio, presso Sulmona, evocando per la prima volta il nome di Italia.

E dunque, up the pints, in alto le pinte per gli antichi Galli e per i moderni suonatori di bagpipes e uillean pipes che fanno fremere i piedi anche a chi mai ha ballato in vita sua. Ma in alto i calici anche per gli Italici che queste terre alte d’Appennino percorsero all’alba della nostra storia, magari con le loro zampogne e altrettanto coraggio.
Appuntamento, per tutti, a Colfiorito/Montelago!

 

 

 

 

 

 

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